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11 settembre 2007
// NORMATIVA AGRITURISTICA
Legge Regionale del Veneto sull'Agriturismo

Regione del Veneto  B.U.R. n. 33/1997

 

Legge regionale del 18 aprile 1997 n. 9

Nuova disciplina per l’esercizio dell’Attività Agrituristica

Art . 1 - Finalità.

1. La Regione, nell'ambito degli indirizzi della politica comunitaria ed in armonia con la legge 5  dicembre 1985, n. 730,  promuove, sostiene e disciplina nel proprio territorio l'attività agrituristica, allo scopo di:

a) assicurare la permanenza dei produttori singoli ed associati nelle zone rurali, attraverso il miglioramento delle condizioni di vita e l'incremento dei redditi aziendali, soprattutto nelle aree montane, svantaggiate e protette;

b) salvaguardare e tutelare l'ambiente ed il patrimonio edilizio rurale attraverso un equilibrato rapporto tra città e campagna;

c) valorizzare i prodotti tipici e le produzioni locali;

d) sviluppare il turismo sociale giovanile;

e) favorire lo sviluppo ed il riequilibrio del territorio agricolo;

f) favorire la conservazione e la conoscenza delle tradizioni e delle iniziative culturali del mondo agricolo;

g) creare nuovi posti di lavoro nell'ambito della famiglia rurale;

h) favorire la diversificazione dell'offerta turistica;

i) promuovere la conservazione e la tutela del paesaggio agricolo, la valorizzazione delle risorse naturali e dei beni  storico-culturali.

Art. 2 - Definizione di attività agrituristica.

1. Per attività agrituristiche si intendono esclusivamente le attività di ricezione ed ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli attraverso l'utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione e complementarietà  rispetto alle attività di coltivazione del fondo, silvicultura, allevamento del bestiame, che devono rimanere principali.

2. Rientrano tra tali attività:

a) dare ospitalità, per soggiorno, in appositi locali aziendali a ciò adibiti;

b) dare accoglimento in spazi aperti, purché attrezzati di servizi essenziali in conformità alle norme igienico-sanitarie,  destinati alla sosta di campeggiatori e caravans, anche in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 1 della legge  regionale 3 luglio 1984, n. 31 ;

c) somministrare pasti e bevande ricavati da prodotti aziendali ottenuti attraverso lavorazioni interne od esterne all'azienda compresi gli alcoolici e superalcoolici tipici dell'ambito regionale. Tali pasti devono essere costituiti  esclusivamente da piatti tipici dell'ambiente rurale veneto. La materia prima usata deve provenire dall'azienda, in  termini di valore, per almeno il sessanta per cento nelle zone di pianura e collina, e per almeno il venticinque per cento  nelle zone di montagna. La rimanente quota deve provenire da produttori agricoli singoli od associati a cooperative  agricole di trasformazione e vendita di prodotti. È consentito non più del quindici per cento in valore di prodotti  diversi;

d) somministrare spuntini e bevande ricavati prevalentemente da prodotti aziendali;

e) organizzare attività ricreative e culturali finalizzate al trattenimento degli ospiti;

f) vendere i prodotti della propria azienda, ancorché lavorati in proprio, nonché quelli ricavati da materie prime  dell'azienda attraverso lavorazioni esterne;

g) trasformare prodotti derivati dall'azienda da destinare ad uso agrituristico;

h) allevare cavalli, per scopi di agriturismo equestre ed altre specie animali a fini di richiamo turistico.

3. Le attività di cui ai commi 1 e 2 sono considerate, a tutti gli effetti, integratrici del reddito aziendale.

Art. 3 - Piano agrituristico aziendale.

1. Per la verifica del rapporto di connessione e complementarietà di cui all'articolo 2 comma 1, coloro che intendono  iscriversi all'elenco degli operatori agrituristici, devono presentare al Presidente della Commissione agrituristica provinciale, il Piano agrituristico aziendale.

2. Il Piano, in relazione alla estensione ed alle dotazioni strutturali dell'azienda, alla natura e varietà delle coltivazioni e  degli allevamenti, agli spazi disponibili negli edifici e nelle adiacenze, al numero degli addetti ed al grado del loro  impegno agricolo, definisce in particolare:

a) il numero delle giornate di attività di cui alla lettera c) comma 2 dell'articolo 2 che comunque non può superare le centosessanta annue in presenza di ottanta posti a sedere, o le duecentodieci annue in presenza di sessanta posti a sedere;

b) il numero dei posti letto con un massimo di trenta;

c) il numero delle persone ospitabili in spazi aperti con un massimo di trenta.

3. La Giunta regionale, entro e non oltre tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, approva il modello di Piano agrituristico aziendale di cui al comma 1.

4. Il Piano agrituristico aziendale può essere aggiornato, su richiesta dell'interessato da presentarsi entro il 31 ottobre di ogni anno, per l'anno successivo.

5. Le risultanze istruttorie del piano, relativamente a quanto previsto al comma 2 devono venire riportate nell'autorizzazione comunale di cui agli articoli 7 e 8 della legge 5 dicembre 1985, n. 730.

Art. 4 - Idoneità all'esercizio dell'attività agrituristica.

1. Possono svolgere attività agrituristica gli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del c.c. singoli ed associati, che svolgono attività agricola da almeno un biennio, mediante l'utilizzazione della propria azienda.

2. Il limite temporale di cui al comma 1 non si applica a parenti ed affini fino al terzo grado che subentrano nella titolarità dell'azienda medesima.

3. L'accertamento della qualifica di imprenditore agricolo ai sensi dell'articolo 2135 del c.c. è svolto dall'Ispettorato regionale dell'agricoltura competente per territorio, il quale rilascia apposita certificazione.

4. Gli imprenditori possono avvalersi esclusivamente dei familiari di cui all'articolo 230 bis del c.c., ancorché conviventi e di propri dipendenti.

5. Per l'iscrizione all'elenco degli operatori agrituristici di cui all'articolo 9, è richiesta l'iscrizione ad un corso formativo per operatori agrituristici di almeno cento ore organizzato su base provinciale o interprovinciale dalle associazioni agrituristiche riconosciute a livello nazionale o dagli enti formativi riconosciuti a livello regionale. .

6. Per l'iscrizione al corso formativo per operatori agrituristici è necessario possedere i requisiti di cui al comma 1.

7. I corsi sono finanziati dalla Giunta regionale e devono prevedere lezioni teorico-pratiche nelle seguenti materie:

a) legislazione agrituristica;

b) organizzazione e gestione aziendale;

c) obblighi tributari;

d) normativa igienico-sanitaria;

e) trasformazione dei prodotti;

f) gestione della recettività.

8. Per gli operatori agrituristici già iscritti nell'elenco di cui all'articolo 7 della legge regionale 18 luglio 1991, n. 15 , alla data dell'entrata in vigore della presente legge, non è richiesta la frequenza del corso formativo di cui al comma 5.

9. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione comunale di cui all'articolo 8 della legge 5 dicembre 1985, n. 730, i soggetti interessati devono presentare un attestato di frequenza ai corsi di cui al comma 5 e aver sostenuto un colloquio finale

innanzi alla Commissione agrituristica provinciale.

Art. 5 - Classificazione delle aziende agrituristiche.

1. Al fine di promuovere la conoscenza del livello dei servizi e la qualificazione dell'offerta agrituristica, è istituita la classificazione delle aziende agrituristiche.

2. Gli operatori agrituristici, all'atto della richiesta della autorizzazione comunale di cui agli articoli 7 ed 8 della legge 5 dicembre 1985, n. 730, devono aver presentato domanda di classificazione della propria azienda agrituristica alla Commissione agrituristica provinciale di cui all'articolo 10, la quale si pronuncia entro novanta giorni dal ricevimento della domanda medesima.

3. I soggetti già in possesso di autorizzazione comunale alla data di entrata in vigore della presente legge, devono presentare domanda di classificazione alla Commissione agrituristica provinciale, entro sei mesi dalla data di approvazione, da parte della Giunta regionale, del provvedimento di classificazione di cui al comma 4.

4. La Giunta regionale entro e non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, approva apposito provvedimento di classificazione, che deve prevedere:

a) parametri indicativi per le diverse attività e servizi erogati;

b) procedure di assegnazione e variazione della classifica assegnata;

c) procedure di variazione dei parametri.

5. La simbologia da utilizzare è approvata dalla Giunta regionale sulla base di quella stabilita a livello nazionale dalle associazioni agrituristiche.

Art. 6 - Immobili destinati all'agriturismo.

1. Possono essere utilizzati per attività agrituristiche i locali siti nell'aggregato abitativo, definito ai sensi dell' articolo 2 della legge regionale 5 marzo 1985, n. 24 , nonché gli edifici o parti di essi esistenti nel fondo e non più necessari per la conduzione dello stesso.

2. Possono altresì essere utilizzati per attività agrituristiche gli edifici destinati a propria abitazione dall'imprenditore agricolo purché svolga la propria attività in un fondo privo di fabbricati, sito nel medesimo comune o in comune  limitrofo.

3. L'utilizzazione agrituristica non comporta cambio di destinazione d'uso degli edifici e dei fondi rustici censiti come rurali.

4. La sistemazione degli immobili da destinare all'uso agrituristico può avvenire attraverso interventi di ristrutturazione edilizia o di restauro.

5. La ristrutturazione deve avvenire nel rispetto delle caratteristiche rurali dell'edificio, conservandone l'aspetto complessivo e i singoli elementi architettonici, con l'uso di materiale tipico della zona e nel rispetto della legge regionale 5 marzo 1985, n. 24 ; per il restauro e il risanamento conservativo degli edifici aventi caratteristiche di particolare pregio architettonico, storico o ambientale, l'utilizzo dei locali ai fini agrituristici è consentito anche in deroga ai limiti di altezza previsti dagli strumenti urbanistici.

6. Gli ampliamenti previsti dal terzo comma dell' articolo 4 della legge regionale 5 marzo 1985, n. 24 , sono eseguiti nel rispetto di quanto prescritto dall' articolo 11 della medesima legge. Nelle more dell'applicazione del predetto articolo 11, il Comune individua con apposita deliberazione consiliare i fabbricati ed i complessi rustici per i quali, nel rispetto delle norme di cui alla presente legge, sono consentiti gli ampliamenti.

7. L'attività agrituristica può essere svolta dalle aziende agricole indipendentemente dalla localizzazione determinata dagli strumenti urbanistici vigenti.

8. Le concessioni edilizie relative agli interventi di cui al presente articolo sono rilasciate a titolo gratuito agli imprenditori agricoli a titolo principale, purché gli interessati si obblighino con il comune a non cedere la proprietà dell'immobile per un periodo di almeno dieci anni dal rilascio della concessione medesima.

9. Gli obblighi di cui al comma 8 sono assunti mediante convenzione o atto unilaterale d'obbligo, da trascriversi, ai sensi e per gli effetti degli articoli 2643 e seguenti del codice civile, a cura del comune ed a spese del concessionario.

10. Ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche nelle strutture agrituristiche, si applicano le prescrizioni per le strutture recettive di cui al DM 14 giugno 1989, n. 236. Relativamente all'attività di ospitalità in alloggi, tali disposizioni si applicano qualora la ricettività complessiva aziendale superi le sei stanze.

Art. 7 - Norme igienico-sanitarie.

1. I locali destinati ad uso agrituristico devono possedere i requisiti igienico-sanitari previsti per le abitazioni.

2. Nella valutazione di tali requisiti, deve essere tenuto conto delle peculiari caratteristiche di ruralità degli edifici. Ai fini delle utilizzazione agrituristica è consentito derogare ai limiti di altezza e di superficie aero-illuminante previsti dalle norme di cui sopra, purché vengano garantite condizioni strutturali ed igienico sanitarie considerate sufficienti in fase di accertamento da parte dell'autorità sanitaria.

3. Le abitazioni agrituristiche devono essere dotate di almeno un locale da bagno completo per ogni sei posti letto e stanze sistemate con arredamento decoroso.

4. La produzione e la vendita di sostanze alimentari sono soggette alle disposizioni della legge 30 aprile 1962, n. 285 e successive modifiche ed integrazioni.

Art. 8 - Delega alle province.

1. Le funzioni amministrative di cui agli articoli 9, 10, 11, 12 e 15 sono delegate alle province.

2. Le Province nell'esercizio delle funzioni delegate, sono tenute ad osservare le direttive e gli atti di indirizzo e coordinamento emanati dalla Giunta regionale.

3. La Giunta regionale esercita, ai sensi dell' articolo 55 dello Statuto regionale, i poteri di iniziativa e vigilanza in ordine all'esercizio delle funzioni amministrative delegate.

4. La Giunta regionale, in caso di accertato inadempimento e previa formale diffida del Presidente, propone al Consiglio la revoca della delega.

Art. 9 - Elenco degli operatori agrituristici.

1. È istituito, ai sensi dell'articolo 6 della legge 5 dicembre 1985, n. 730 l'elenco degli operatori agrituristici tenuto dalle Amministrazioni provinciali.

2. All'elenco di cui al comma 1 possono essere iscritti i soggetti di cui all'articolo 4 comma 1 che siano iscritti ai corsi di formazione di cui al comma 5 del medesimo articolo.

3. La qualifica di operatore agrituristico e la denominazione azienda agrituristica o agriturismo devono essere utilizzate esclusivamente dai soggetti iscritti nell'elenco degli operatori agrituristici.

4. Presso le Amministrazioni provinciali è tenuto inoltre un registro nel quale vengono annotati la data di inizio dell'attività, i dati riferiti alle lettere a), b) e, c) comma 2 dell' articolo 3, eventuali sanzioni comminate, le risultanze della vigilanza, nonché ogni altra notizia ritenuta utile.

Art. 10 - Commissione agrituristica provinciale.

1. È istituita, presso ogni provincia, la Commissione agrituristica provinciale.

2. La Commissione, ai fini dell'iscrizione degli operatori agrituristici nell'elenco di cui all'articolo 9, accerta la sussistenza dei requisiti previsti all' articolo 2 e la insussistenza delle condizioni previste dall'articolo 6 della legge 5 dicembre 1985, n. 730.

3. La Commissione, per l'accertamento preliminare dei requisiti di connessione e complementarietà, verifica, avvalendosi anche degli Ispettorati regionali per l'agricoltura competenti per territorio, i contenuti del Piano agrituristico aziendale.

4. La Commissione è composta da:

a) il Presidente della provincia o un suo delegato con funzioni di Presidente;

b) due membri, di cui uno effettivo e uno supplente, designati dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

c) il dirigente responsabile dell'Ispettorato regionale dell'agricoltura quale membro effettivo e altro funzionario dello stesso ufficio quale membro supplente;

d) sei membri, di cui tre effettivi e tre supplenti, designati dalle organizzazioni agrituristiche maggiormente rappresentative a livello regionale;

e) quattro membri di cui due effettivi e due supplenti designati dalla amministrazione provinciale tra i responsabili dei settori turismo ed agricoltura;

f) due membri, di cui uno effettivo e uno supplente, designati dalle Comunità montane della provincia, limitatamente alle province montane o parzialmente montane;

g) un rappresentante designato dalle associazioni turistiche più rappresentative a livello regionale di cui alle lettere a), b) e c) comma 1 dell' articolo 13 della legge regionale 16 marzo 1994, n. 13 ;

h) il sindaco o suo delegato, del Comune nel cui territorio ricade l'azienda agrituristica.

5. Funge da segretario della Commissione un funzionario dell'Amministrazione provinciale.

6. Le designazioni di cui al comma 4 devono pervenire al Presidente della Provincia entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso tale termine, la Commissione, ancorché incompleta, può essere validamente costituita, purché siano pervenute almeno il cinquanta per cento delle designazioni. Sono fatte salve le eventuali successive integrazioni.

7. La Commissione rimane in carica per la durata dell'Amministrazione che l'ha espressa.

8. Per la validità delle sedute della Commissione è richiesta la presenza di un numero di componenti pari almeno alla metà degli assegnati. Nell'ipotesi di cui alla seconda parte del comma 6 è richiesta la presenza di almeno quattro componenti. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti, computando fra questi ultimi gli astenuti. In

caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente.

9. Ai componenti designati, di cui alle lettere b), d), f) e g) del comma 4, è corrisposta un'indennità di presenza e, ove spetti, il rimborso delle spese di viaggio, nella misura prevista dalla legge regionale 6 agosto 1987, n. 38 e successive modificazioni e integrazioni.

Art. 11 - Procedure.

1. Sono abilitati all'esercizio delle attività agrituristiche i soggetti iscritti nell'elenco. L'iscrizione è condizione necessaria per il rilascio dell'autorizzazione comunale di cui agli articoli 7 e 8 della legge 5 dicembre 1985, n. 730.

2. L'istanza per l'iscrizione all'elenco va presentata alla Commissione agrituristica provinciale, corredata dal Piano agrituristico aziendale di cui all'articolo 3. Entro il termine di novanta giorni dalla presentazione delle domande, la Commissione, accertata la sussistenza dei requisiti e verificato il rapporto di connessione e di complementarietà,

provvede all'iscrizione, dandone comunicazione agli interessati. Qualora sia trascorso il suddetto termine senza che l'interessato abbia ottenuto risposta, la domanda si intende accolta. Avverso il diniego di iscrizione è ammesso ricorso in opposizione, entro trenta giorni, ai sensi dell'articolo 7 del DPR 24 novembre 1971, n. 1199.

3. L'iscrizione ha validità annuale ed è automaticamente rinnovata qualora non vi siano comunicazioni di cessazione dell'attività, da parte del titolare, o non sopravvengano le condizioni per la revoca previste dall'articolo 12.

Art. 12 - Verifica e revoca dell'autorizzazione.

1. La Commissione agrituristica provinciale effettua verifiche periodiche sul mantenimento dei requisiti richiesti per l'iscrizione all'elenco, nonché verifiche nell'applicazione del Piano agrituristico aziendale.

2. Per l'effettuazione delle verifiche di cui al comma 1 la Commissione agrituristica provinciale si avvale di personale provinciale qualificato e può chiedere l'intervento degli Ispettori di vigilanza di cui all' articolo 19.

3. La perdita dei requisiti comporta la cancellazione dall'elenco e la revoca dell'autorizzazione comunale.

4. La cancellazione dall'elenco comporta la restituzione delle provvidenze concesse ai sensi dell'articolo 15, semprechè sia disposta entro i termini di cui all' articolo 18.

Art. 13 - Obblighi degli operatori agrituristici.

1. Gli operatori autorizzati allo svolgimento di attività agrituristiche sono obbligati a:

a) esporre al pubblico l'autorizzazione comunale;

b) rispettare i limiti e le modalità indicate nell'autorizzazione medesima;

c) comunicare al Comune, entro il 31 ottobre di ogni anno, per l'anno successivo, una dichiarazione contenente l'indicazione delle tariffe minime e massime per le attività indicate nell'autorizzazione;

d) osservare il disposto di cui all'articolo 109 del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con RD 18 giugno 1931, n. 773;

e) rispettare le tariffe comunicate al comune;

f) apporre all'esterno dell'edificio, in modo stabile e ben visibile, una targa, crrispondente al modello approvato dalla Giunta regionale, con la denominazione Azienda Agrituristica ed all'interno una tabella indicante i piatti tipici  dell'azienda;

g) comunicare al Sindaco e alla Commissione agrituristica provinciale entro trenta giorni, l'eventuale cessazione  dell'attività agrituristica.

2. Entro due anni dall'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 9, gli operatori, fatti salvi eventuali impedimenti non dipendenti dalla loro volontà, devono iniziare l'attività agrituristica, pena la decadenza dell'iscrizione stessa e la restituzione delle provvidenze concesse.

Art. 14 - Programma regionale agrituristico e di rivitalizzazione di aree rurali.

Entro il 30 novembre di ogni anno, il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, approva il programma regionale agrituristico e di rivitalizzazione di aree rurali.


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