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24 febbraio 2012
// PAC
POSIZIONE COPAGRI ER-FVG-LOM-PIEM-VEN SUL DECRETO SALVA ITALIA

MANOVRA MONTI: PER L’AGRICOLTURA SOLO TASSE
SI AL RIGORE, MA SERVE PIU’ EQUITA’ ED INTERVENTI PER LA
CRESCITA
In un momento difficile per la nostra economia e per l’Italia a tutti viene richiesto di dare il proprio
contributo. Le famiglie contadine da sempre sono abituate a fare sacrifici perché i figli abbiano un
futuro migliore, a non arrendersi quando i ricavi non coprono i costi o le produzioni sono colpite da
calamità, ad essere solidali con chi è in momentaneo bisogno, ad investire nell’azienda e nella terra
di cui sono custodi con tanta passione e professionalità.
Nella manovra “salva Italia” troppe sono le tasse, mancano il taglio dei privilegi e degli sprechi, la
soppressione degli enti inutili ed il dimezzamento degli esorbitanti costi della politica, la riduzione
delle spese militari, la maggior partecipazione ai sacrifici di chi possiede redditi alti e grandi
ricchezze, le liberalizzazioni ed una forte lotta alla corruzione, manca in una parola equità.
E’ vero in pochi giorni non si possono fare miracoli, ma gli interventi che colpiscono l’agricoltura
incidono in modo determinante sui costi di produzione (accise, IVA, spese previdenziali, IMU su
terreni e beni strumentali) e porteranno alla chiusura di aziende agricole che faticano a coprire i
costi di produzione in un mercato che riserva ai produttori il 15-18% del prezzo pagato dai
consumatori.
Gli agricoltori non vogliamo sottrarsi ai sacrifici anche i più duri. La manovra sulle pensioni, anche
se noi continuiamo a richiedere una maggior gradualità, la consideriamo un intervento necessario
per non caricare di ulteriori debiti i nostri figli. Anche l’IMU sull’abitazione rurale, pur ritenendola
una tassa odiosa, considerato che tutti i cittadini la pagheranno anche sull’abitazione principale può
essere accettata.
Non possiamo accettare il forte aumento della tassazione sui terreni per chi li coltiva direttamente,
sui fabbricati rurali agricoli (stalle, ricovero attrezzi, magazzini, cantine, ecc.) che erano fino ad
oggi considerati esenti. Questi immobili rappresentano i nostri strumenti di lavoro come lo sono il
computer per il commercialista o l’automobile per il tassista o per il rappresentante ed incideranno
direttamente sulla redditività dell’impresa. Lo stesso dicasi per l’aumento dei contributi INPS per i
coltivatori diretti (a quando l’aumento per gli assegni familiari fermi a 92 €. annui per figlio?), per
le accise sui carburanti e per l’IVA.
Molte aziende non sopporteranno questi aggravi di costi senza interventi adeguati ed incisivi per
rilanciarne la competitività.
La COPAGRI ha già segnalato i pericoli che la manovra potrebbe arrecare alle disastrate finanze
delle aziende agricole e proposto interventi mirati a ridare vigore alle aziende. Servono interventi
per la riduzione e la semplificazione della burocrazia, il taglio delle carte e dei controlli inutili, il
dimezzamento degli oneri almeno per i lavoratori stagionali impegnati nelle raccolte, la lotta alle
contraffazioni ed alle rendite, una più equa ripartizione del valore all’interno delle filiere per
assicurare un prezzo dignitoso al produttore.
Attendiamo gli interventi promessi sulla crescita, che dovranno interessare anche l’agricoltura,
settore strategico per l’economia nazionale e fondamentale per la promozione del Made in Italy nel
mondo.
Senza interventi, a noi non resta che la mobilitazione per difendere chi lavora e vive di agricoltura.
Bologna, 24 febbraio 2012


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