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23 gennaio 2015
// POLITICA E SINDACATO
AGRAPRESS INTERVISTA IL PRESIDENTE DELL'UGC PIETRO MINELLI

Riportiamo l'intervista pubblicata nel n.17 del 23 gennaio 2015 dell'agenzia AGRAPRESS, al Presidente dell'UGC-CISL Pietro Minelli:

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ANNO LIII - N. 17                                                                              venerdi' 23 gennaio 2015

INTERVISTA CON IL PRESIDENTE

DELL'UGC PIETRO MINELLI

 

 

NOTIZIARIO TRASMESSO ALLE 16:00


ANNO LIII - N. 17                                                                                    venerdi' 23 gennaio 2015

INTERVISTA CON IL PRESIDENTE

DELL'UGC PIETRO MINELLI

di Letizia Martirano

459 - 23:01:15/12:00 - roma, (agra press) - Il modenese Pietro Minelli e' da circa un mese alla guida dell'Unione generale coltivatori (Ugc), sigla storica dell'associazionismo agricolo di matrice sindacale e socia costituente della Copagri. In questa intervista Minelli delinea la sua strategia confermando di volersi muovere in continuita' con il suo predecessore, Franco Verrascina, che della Copagri e' presidente.

Su cosa sta lavorando UGC in questo momento?

Stiamo lavorando sugli obiettivi della Copagri. Questa viene da un congresso che ha cambiato alcune cose e nel frattempo si e' aperta un po' ovunque la discussione sulla rappresentanza. Abbiamo elementi per dire che, essendo la Copagri un'organizzazione giovane, siamo piu' adeguati al concetto di rappresentanza che si sta delineando. Siamo molto radicati nella convinzione di lavorare per il reddito degli agricoltori nel quadro di un agroalimentare elemento centrale dell'economia. Il fisco poi dovrebbe essere una leva piuttosto che un peso.

Come giudica il governo?

Noi vogliamo ancora dar credito al governo ma e' necessaria una scommessa sugli investimenti. Segnali positivi dal governo nel semestre italiano ce ne sono stati e anche l'azione di questo ministro ci e' sembrata buona, ma dopo gli annunci bisogna cominciare a fare passi concreti!

Per esempio?

C'e' la grande opportunita' di Expo che non va persa! Il settore in senso ampio rappresenta quei temi che sono tornati al centro dell'interesse del mondo politico ed economico e, quindi, si puo' iniziare a investire nell'agricoltura con le sue eccellenze che sono accanto a tante altre eccellenze a cominciare dalla moda, il territorio, la cultura, l'arte.

 

 

Quali criticita' andrebbero affrontate innanzitutto?

In questa prospettiva bisogna diluire alcune criticita' che caratterizzano il sistema agroalimentare. E' necessario un riequilibrio nella filiera perche' certe contraddizioni colpiscono anche coloro che fanno la parte del leone facendo saltare il sistema come nel caso dell'etichettatura.

Cosa e' piu' urgente secondo lei per gli agricoltori?

Abbiamo necessita' di una Pac per i giovani perche' il futuro e' nel ricambio generazionale! Ma finche' parliamo in modo consolatorio dei dati sulle iscrizioni alle scuole agrarie - che certo sono positivi - rischiamo di avere tanti diplomati e laureati senza sbocco.

Cosa serve?

E' necessario avere a disposizione terreni sia per l'affitto che per l'acquisto; bisogna agire sulla leva fiscale per gli under 35; ci vuole una linea di credito garantita adeguata sia al profilo del giovane sia a quello della nuova impresa.

Cosa pensa di chi, tra i politici, si scaglia contro i Caa, i centri di assistenza agricola?

Aldila' dei mal di pancia, la semplificazione e la sburocratizzazione sono necessarie. Ma ridurre il problema ai Caa e' riduttivo e strumentale da parte della politica che invece dovrebbe guardare alla macchina burocratica nel suo complesso che e' un vero ostacolo. Mi rifiuto di credere che non ci sia uno spazio per semplificare sia in termini di costi sia di duplicazioni. Basta vedere la corposita' di un fascicolo di un'azienda o i tempi biblici per una semplice autorizzazione!

Ma a voi, alla fin fine, a parte le pratiche burocratiche cosa fanno i Caa?

All'assistenza legata alle domande siamo costretti dall'amministrazione e questo ci crea problemi con gli associati che con la stessa ci confondono. Ma sempre piu' abbiamo sviluppato servizi di assistenza e consulenza alle imprese su credito, finanziamenti ed altro. Proprio per questo ci scontriamo con la burocrazia nelle sue molteplici espressioni.

Cosa distingue Ugc da Copagri?

Ci sono ruoli ben distinti tra l'ugc, che ha compiti organizzativi, e la Copagri che e' l'organizzazione di rappresentanza politica di tutti gli associati. La mia voce e' nel coro della Copagri di cui sono dirigente!

 

 

 

Perche' Franco Verrascina ha lasciato Ugc?

L'avvicendamento e' piu' legato ad aspetti organizzativi ed e' abbastanza naturale che anche formalmente Verrascina si occupi a tempo pieno esclusivamente della Copagri.

Nel cambio di guida all'ugc c'entra forse la proposta della Uimec, che e' tra i soci costituenti di Copagri, che ha suggerito che tutte le sigle si sciolgano e rimanga solo Copagri?

La proposta della Uimec non c'entra anche perche' l'avvicendamento si era gia' messo in moto. La proposta non aggiunge nulla perche' Copagri e' un'organizzazione ad adesione diretta dei soci. Ne discuteremo quando la Uimec la proporra' alle altre costituenti.

Come vede il futuro della rappresentanza?

Visto che siamo in una fase in cui si vanno consolidando rapporti nella rappresentanza e si va verso un'idea di sindacato autonomo, dialogante e in grado di ragionare sulle proposte, piu' forte diventa la convinzione della necessita' dell'unita' del mondo agricolo che la Copagri persegue da 25 anni.

 

 

 



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